Il clorotalonil non ha solo un nome difficile da pronunciare. Per ora è difficile anche valutare le conseguenze di questo principio attivo pesticida per l’acqua potabile in Svizzera. L’unica certezza è che a metà dicembre 2019 l’Ufficio federale dell’agricoltura (UFAG) ha deciso di revocare «con effetto immediato» l’autorizzazione per la messa in circolazione dei prodotti contenenti clorotalonil. Inoltre, l’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) condivide la valutazione di una commissione UE, secondo la quale il principio attivo deve essere classificato come «probabilmente cancerogeno». Come spiegato da Florie Marion, portavoce dell’UFAG, «ora devono quindi essere classificati come rilevanti anche tutti i metaboliti delle acque sotterranee».
L’UFAG ha inoltre dichiarato che le esigenze attuali per l’autorizzazione dei prodotti fitosanitari sono più severe rispetto a qualche decennio fa. «I prodotti che potevano essere autorizzati negli anni Settanta e Ottanta», ha spiegato Marion, «non necessariamente possono essere omologati oggi.» Nel 2010
a Confederazione ha quindi avviato un programma di riesame dei vecchi prodotti fitosanitari per garantire che adempiano ancora le esigenze attuali. Finora sono stati riesaminati quasi 100 principi attivi e dal 2005 circa 150 autorizzazioni per principi attivi dei pesticidi.
Il clorotalonil è un principio attivo pesticida autorizzato come fungicida fin dagli anni Settanta. È stato impiegato per proteggere da malattie fungine soprattutto cereali e verdura, ma anche la vite e le piante ornamentali. In passato, in Svizzera il clorotalonil veniva spruzzato spesso e in quantità relativamente elevate, da 30 a 45 tonnellate l’anno. Il principio attivo si degrada parzialmente nel terreno stesso. Secondo le conoscenze attuali, i numerosi prodotti di degradazione che si sono accumulati nel terreno, si sono infiltrati anche nel sottosuolo, contaminando così le acque sotterranee. Oggi nelle acque sotterranee e nell’acqua potabile si riscontrano quindi alte concentrazioni di diversi prodotti di degradazione. Per i fornitori di acqua sono determinanti i due metaboliti R417888 e R471811, che devono essere misurati e permettono una valutazione globale del livello di inquinamento. Si presume che oggi il problema dell’acqua potabile eccessivamente contaminata dai metaboliti riguardi almeno 12 cantoni.
Basandosi sulle analisi condotte all’inizio del 2020, l’Ufficio di tutela dei consumatori del Canton Argovia ritiene che circa due terzi delle captazioni di acqua potabile del cantone siano contaminati da prodotti di degradazione del clorotalonil. Ulteriori analisi dovrebbero fornire nuove informazioni sul pesticida e i suoi metaboliti. Nel Canton Argovia non ci sono ad esempio ancora sufficienti informazioni su come e in quanto tempo avviene la degradazione.
A fine gennaio, il Canton Soletta ha fornito delle informazioni: l’Ufficio dell’ambiente ha presentato i valori misurati recentemente ai comuni e ai fornitori di acqua.
I dati dimostrano che in oltre la metà dei comuni solettesi i prodotti di degradazione dell’acqua potabile superano i valori massimi consentiti. Anche in questo caso, a causa delle norme federali più severe, sono stati presi di mira più metaboliti del clorotalonil rispetto a quanto ipotizzato inizialmente. I nuovi livelli massimi riguardano circa 160 000 abitanti del Canton Soletta. Le autorità solettesi prevedono soluzioni regionali con nuove condotte idriche e persino impianti di trattamento dell’acqua. Il problema si presenta su tutto il territorio cantonale, quindi la miscelazione dell’acqua è possibile solo in pochi casi. Bisogna costruire nuove condotte e nuovi impianti, ma questo richiede tempo ed è molto costoso.
«I nostri fornitori di acqua stanno facendo tutto il possibile per continuare a fornire ai consumatori acqua potabile sicura come derrata alimentare», spiega André Olschewski, responsabile del settore Acqua presso la SSIGA. «E noi facciamo del nostro meglio per sostenerli con consigli e assistenza.» Anche se l’acqua contaminata da prodotti di degradazione del clorotalonil può essere ancora bevuta, al momento la situazione dell’approvvigionamento idrico in Svizzera non è semplice. «Per questo motivo, al fine di proteggere in futuro in modo ancora più efficace le nostre risorse di acqua potabile contro le sostanze estranee nocive provenienti dall’agricoltura e dalle economie domestiche, l’approccio precauzionale deve essere notevolmente rafforzato», sottolinea il vicedirettore della SSIGA.
Paul Sicher, responsabile della comunicazione presso la SSIGA, osserva che «in Svizzera l’acqua potabile è ancora di buona qualità. Tuttavia, i moderni metodi di analisi portano a trovare sempre più sostanze estranee in concentrazioni minime e questo apre questioni sempre nuove. I tempi in cui l’acqua potabile era considerata ’pura’ sono ormai finiti. La popolazione si sente molto insicura e vuole un’acqua senza residui. Per tutti i fornitori di acqua la comunicazione è diventata molto impegnativa.»
Oltre alla comunicazione attiva, ora c’è urgente bisogno di una sorveglianza delle captazioni adattata alla rispettiva situazione locale e regionale.
Alla luce delle esperienze maturate con altre sostanze, come l’atrazina o il cloridazon, questa diminuzione sarà comunque molto lenta. Quindi ora ogni azienda dell’acqua potabile è tenuta a includere i prodotti di degradazione del clorotalonil nel proprio controllo autonomo e a verificare costantemente la situazione in loco. «A causa del momentaneo inquinamento delle acque sotterranee e siccome la qualità dell’acqua potabile è un tema di dirompente attualità, questi passi sono purtroppo necessari per la maggior parte aziende dell’acqua potabile dell’Altopiano», riassume il vicedirettore della SSIGA.
D’intesa con le autorità, ora i fornitori di acqua devono adottare misure proporzionate. Un miglioramento della situazione dovrà avvenire il più presto possibile. Se non è possibile una soluzione rapida, si dovranno portare avanti riflessioni su come migliorare la sicurezza dell’approvvigionamento con un secondo pilastro adeguato. Vanno prese in considerazione sia soluzioni regionali sia sovraregionali e la delimitazione dei settori di alimentazione. Tuttavia, massicci investimenti dovrebbero essere decisi solo quando saranno disponibili una base di dati e principi decisionali fondati. Questo avverrà probabilmente solo dopo l’estate 2020. In seguito l’USAV farà un primo bilancio e rivedrà le sue direttive sulla gestione dei residui di clorotalonil.